Sapori da gustare

Piatti tipici dell’Abruzzo: cosa mangiare tra mare e montagna

Scopri i piatti tipici dell’Abruzzo: arrosticini, spaghetti alla chitarra, brodetto, formaggi e dolci tra mare, colline e Appennino

16 ottobre 2026
tempo di lettura: min

Tra l’Adriatico e le cime dell’Appennino, l’Abruzzo custodisce una cucina capace di cambiare carattere nel giro di pochi chilometri. Sulla costa dominano pesce e ricette nate dalla tradizione marinara; spostandosi verso colline e montagne diventano protagonisti pasta fatta in casa, carne ovina, formaggi, salumi e ingredienti legati alla pastorizia e alla vita contadina. È proprio questa varietà a rendere i piatti tipici dell’Abruzzo così interessanti. Ricette semplici negli ingredienti possono diventare preparazioni ricche di sapore, tramandate nel tempo e ancora oggi profondamente legate ai territori in cui sono nate.

 

Ma cosa mangiare in Abruzzo durante una vacanza? Dagli arrosticini agli spaghetti alla chitarra, passando per brodetto di pesce, ventricina, pecorini, ferratelle e bocconotti, scopriamo alcune delle specialità che raccontano meglio l’identità gastronomica della regione.

 

La cucina abruzzese tra Adriatico, colline e Appennino

 

Per comprendere la cucina abruzzese bisogna partire dal paesaggio. Nelle zone interne e montane, la lunga tradizione della pastorizia ha lasciato un segno evidente: carne di pecora, formaggi e ricette sostanziose occupano ancora oggi un posto importante sulla tavola. Nelle campagne, invece, legumi, ortaggi, uova, pane e pasta fatta in casa ricordano una cucina nata dall’esigenza di utilizzare al meglio ciò che era disponibile.

 

Lungo la costa il racconto cambia. Qui sono il pesce dell’Adriatico e le tradizioni dei pescatori a caratterizzare piatti come il brodetto, con interpretazioni differenti da una località all’altra. Visitare l’Abruzzo attraverso la gastronomia significa quindi incontrare diverse cucine regionali all’interno dello stesso territorio.

 

I primi piatti tipici dell’Abruzzo

 

Pasta fatta in casa, brodi e ricette nate dalla cucina familiare occupano un ruolo centrale nella tradizione gastronomica abruzzese.

 

Spaghetti alla chitarra

 

Tra i piatti tipici dell’Abruzzo più conosciuti ci sono gli spaghetti alla chitarra, una pasta fresca dalla caratteristica sezione squadrata. Il nome deriva dalla “chitarra”, il particolare telaio di legno attraversato da fili metallici sul quale viene premuta la sfoglia per ottenere gli spaghetti. Il condimento varia a seconda della zona e delle consuetudini familiari. Sono frequenti i ragù di carne, mentre in alcune località costiere non mancano interpretazioni con ingredienti del mare. È uno dei piatti da cercare nelle trattorie tradizionali, perché racconta bene l’importanza della pasta fresca nella cucina regionale.

 

Scrippelle ‘mbusse

 

Nel Teramano si incontrano le scrippelle ‘mbusse, sottili crespelle cosparse di formaggio, arrotolate e servite immerse in un brodo caldo. La loro semplicità è proprio ciò che le rende caratteristiche: pochi ingredienti danno vita a un primo piatto particolarmente legato alla cucina domestica.

 

Intorno alle scrippelle sono nate nel tempo diverse storie sulle loro origini. Più che cercare una versione definitiva, vale la pena considerarle come una delle preparazioni che meglio rappresentano l’identità gastronomica della provincia di Teramo.

 

Sagne e fagioli

 

La cucina contadina emerge con forza nelle sagne e fagioli, un primo sostanzioso basato sull’incontro tra pasta fatta in casa e legumi. Le sagne vengono generalmente tagliate in strisce irregolari e abbinate ai fagioli in una preparazione semplice e nutriente, perfetta per raccontare quella parte della gastronomia abruzzese nata dall’utilizzo quotidiano di ingredienti facilmente disponibili.

 

Le Virtù teramane

 

Tra le preparazioni più particolari del Teramano ci sono anche Le Virtù, tradizionalmente legate all’arrivo della primavera. Verdure, legumi, pasta e altri ingredienti vengono riuniti in una ricetta complessa che richiama il principio della cucina contadina secondo cui nulla deve essere sprecato. Più che una semplice minestra, le Virtù sono quindi una preparazione rituale, profondamente connessa al calendario e alla cultura gastronomica di Teramo.

Arrosticini e secondi di carne: l’Abruzzo della pastorizia

 

Quando si parla di specialità abruzzesi, la tradizione pastorale occupa inevitabilmente un posto centrale.

 

Arrosticini

 

Gli arrosticini sono probabilmente il simbolo gastronomico abruzzese più conosciuto fuori dalla regione. Sono piccoli spiedini di carne ovina cotti sulla brace, tradizionalmente associati alle aree interne e pedemontane. La loro origine è strettamente legata al mondo della pastorizia, che per secoli ha caratterizzato una parte importante dell’economia e della cultura locale. Oggi si trovano in moltissime località della regione e vengono spesso consumati in modo informale e conviviale, accompagnati da pane e altri prodotti della tradizione. Assaggiarli in Abruzzo permette però di cogliere meglio il rapporto tra questo piatto e il paesaggio da cui proviene.

 

Pecora alla cottora

 

Ancora più evidente è il legame con la pastorizia nella pecora alla cottora, ricetta delle zone montane che prevede una lunga cottura della carne. Il nome richiama i recipienti nei quali veniva tradizionalmente preparata e rimanda alla vita dei pastori e alla transumanza. È una specialità dal sapore deciso, da cercare soprattutto nell’entroterra e nei ristoranti che propongono una cucina strettamente legata alle tradizioni locali.

 

Pallotte cacio e ova

 

La cucina povera abruzzese ha dato vita anche a ricette senza carne diventate nel tempo autentici simboli regionali. Le pallotte cacio e ova ne sono un ottimo esempio: polpette preparate principalmente con formaggio, uova e pane, che possono essere fritte e poi servite con il pomodoro. Ingredienti quotidiani vengono così trasformati in un piatto ricco e saporito, nel quale è ancora possibile riconoscere la logica della cucina contadina.

 

Pipindune e ove

 

Peperoni e uova sono invece alla base di pipindune e ove, specialità particolarmente legata alla tradizione rurale. Era un piatto energetico, adatto a chi trascorreva molte ore lavorando nei campi. Oggi può essere servito come secondo, contorno o utilizzato per farcire pane e panini. È una di quelle ricette che dimostrano come la gastronomia abruzzese riesca a costruire sapori intensi partendo da ingredienti molto semplici.

 

Cucina di mare: il brodetto e i sapori della costa

 

L’Abruzzo non è soltanto montagna e pastorizia. I chilometri di costa affacciati sull’Adriatico hanno dato origine a una tradizione marinara altrettanto interessante.

 

Brodetto di pesce

 

Il brodetto di pesce nasce dalla cucina dei pescatori e dall’abitudine di utilizzare quanto rimaneva del pescato dopo la vendita. Nel tempo questa preparazione semplice si è trasformata in uno dei piatti più rappresentativi della costa abruzzese. Non esiste però un solo brodetto. Località come Vasto, Giulianova, Pescara e le altre città costiere conservano interpretazioni differenti, legate ai pesci disponibili e alle consuetudini locali. Proprio queste variazioni rendono il brodetto particolarmente interessante durante un viaggio: assaggiarlo in località diverse permette di scoprire sfumature differenti della stessa cultura marinara.

 

Scapece alla vastese

 

Nel territorio di Vasto vale la pena conoscere anche la scapece, preparazione di pesce legata all’antica tradizione della conservazione. Il pesce viene fritto e successivamente insaporito con aceto e zafferano, ottenendo un gusto deciso e facilmente riconoscibile. È un esempio efficace dell’incontro tra prodotto del mare e ingredienti che appartengono all’identità gastronomica dell’entroterra abruzzese.

Salumi, formaggi e prodotti tipici abruzzesi

 

Per conoscere davvero la gastronomia regionale non basta concentrarsi sulle ricette. Alcune delle specialità abruzzesi più interessanti sono prodotti da assaggiare da soli oppure all’interno di antipasti e degustazioni.

 

Ventricina del Vastese

 

Tra i salumi più rappresentativi c’è la ventricina del Vastese, tradizionalmente preparata con carne suina tagliata grossolanamente e aromatizzata. Il suo carattere deciso riflette bene la gastronomia dell’area meridionale della regione ed è una specialità da cercare nelle botteghe e nelle produzioni artigianali del territorio.

 

Pecorino di Farindola e formaggi di montagna

 

Dove la pastorizia ha avuto un ruolo centrale, anche il formaggio diventa parte del racconto del territorio. Tra le produzioni più caratteristiche si trova il Pecorino di Farindola, al quale si affiancano altri formaggi ovini delle aree interne e del Gran Sasso, come il Canestrato di Castel del Monte. Assaggiarli durante un itinerario nell’entroterra permette di collegare immediatamente gusto, allevamento e paesaggio.

 

Zafferano dell’Aquila e prodotti della montagna

 

Tra gli ingredienti più conosciuti dell’Abruzzo interno c’è anche lo zafferano dell’Aquila, coltivato soprattutto nell’area dell’altopiano di Navelli. Accanto a questo prodotto trovano spazio legumi e coltivazioni che hanno saputo adattarsi agli ambienti montani, come le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio. Sono specialità che mostrano un volto diverso dell’Abruzzo rispetto a quello delle località balneari e che possono diventare il filo conduttore di una gita nell’entroterra.

 

Fiadoni e altre specialità delle feste

 

Non tutte le ricette abruzzesi appartengono alla tavola di ogni giorno. Alcune sono strettamente legate alle festività e alle occasioni speciali. I fiadoni, ad esempio, sono preparazioni da forno tradizionalmente associate al periodo pasquale. L'impasto racchiude un ripieno a base di formaggio, creando un prodotto salato dal sapore intenso che può essere servito come antipasto.

 

Anche questa è una caratteristica importante della gastronomia regionale: per scoprire alcune ricette può essere utile seguire il calendario delle feste e delle sagre, quando le preparazioni tradizionali tornano più facilmente protagoniste.

Dolci tipici dell’Abruzzo

 

Il viaggio tra i sapori della regione continua con una tradizione dolciaria ricca e molto legata alle ricorrenze familiari.

 

Ferratelle

 

Le ferratelle sono cialde preparate utilizzando un particolare ferro composto da due piastre, che imprime sull’impasto la caratteristica decorazione. Consistenza, ricetta e persino nome possono cambiare da una zona all’altra. Possono essere mangiate semplici oppure accompagnate da miele, creme o confetture. Sono tra i dolci più immediatamente riconoscibili della tradizione abruzzese.

 

Bocconotti

 

I bocconotti sono piccoli dolci di pasta frolla con un ripieno che può variare secondo la zona e la ricetta. Una delle località maggiormente legate alla loro tradizione è Castel Frentano. Come spesso accade nella pasticceria regionale, esistono diverse versioni familiari e territoriali, con farciture che possono includere cioccolato, mandorle o confetture.

 

Cicerchiata

 

La cicerchiata è composta da piccole porzioni di impasto fritte e unite con il miele. È un dolce tradizionalmente legato al Carnevale e appartiene a una famiglia di preparazioni diffuse anche in altre regioni dell’Italia centrale. Il periodo dell’anno diventa quindi importante: visitare l’Abruzzo durante una festività può significare incontrare specialità che difficilmente avrebbero lo stesso ruolo in altri mesi.

 

Confetti di Sulmona

 

Più che un semplice dolce, i confetti di Sulmona sono diventati uno dei prodotti simbolo della città. Passeggiando per il centro storico è facile incontrare botteghe in cui i confetti vengono proposti anche in composizioni decorative colorate. Una visita a Sulmona può quindi trasformarsi facilmente in una tappa gastronomica oltre che culturale.

 

Cosa mangiare in Abruzzo tra costa ed entroterra

 

Uno degli aspetti più affascinanti della cucina abruzzese è proprio la sua capacità di cambiare seguendo il territorio. Sulla costa adriatica conviene cercare brodetti, scapece e ricette di pesce. Località come Vasto, Pescara, Giulianova e gli altri centri costieri permettono di conoscere la componente marinara della regione. Nel Teramano diventano protagoniste preparazioni come scrippelle e Virtù, mentre spostandosi verso le zone interne si incontrano più facilmente arrosticini, pecora, formaggi e ricette legate alla pastorizia. Nell’Aquilano e nell’area del Gran Sasso, prodotti come zafferano, legumi e pecorini raccontano invece una cucina plasmata dall'altitudine e dalla vita di montagna.

 

Non serve quindi scegliere tra mare o Appennino: uno degli itinerari gastronomici più interessanti consiste proprio nell’alternare costa e interno, osservando come cambiano ingredienti e tradizioni nel giro di pochi chilometri.

 

Sagre, borghi e tradizioni: scoprire l’Abruzzo attraverso la cucina

 

I piatti tradizionali diventano ancora più interessanti quando vengono assaggiati nei luoghi a cui appartengono. Una sagra, una festa di paese o una piccola bottega possono essere l’occasione per conoscere produttori e ricette meno presenti nei normali circuiti turistici. Allo stesso tempo, organizzare una gita partendo da un prodotto permette di scoprire borghi e paesaggi dell’entroterra che potrebbero altrimenti restare fuori dall’itinerario.

 

Sulmona può essere legata ai confetti, l’area di Navelli allo zafferano, il Teramano alle scrippelle e alle Virtù, mentre il Vastese unisce tradizione marinara e prodotti come la ventricina. La gastronomia diventa così non soltanto una parte della vacanza, ma anche un modo per scegliere la prossima destinazione.

 

Abruzzo e Marche: due cucine tra Adriatico e Appennino

 

Abruzzo e Marche condividono una posizione geografica che mette in dialogo mare, colline e montagne, ma ciascuna regione ha sviluppato un’identità gastronomica ben riconoscibile.

 

In Abruzzo il peso della pastorizia emerge in arrosticini, pecora e formaggi, mentre la costa conserva una forte tradizione legata al brodetto e alla pesca. Nelle Marche, invece, si incontrano specialità come olive all’ascolana, vincisgrassi, ciauscolo e differenti versioni del brodetto adriatico. Se vuoi continuare il viaggio attraverso i sapori dell’Italia centrale, scopri anche la nostra guida ai piatti tipici nelle Marche, per confrontare due regioni confinanti unite da un rapporto molto stretto tra cucina e territorio.

 

Scoprire l’Abruzzo un sapore alla volta

 

Capire cosa mangiare in Abruzzo significa soprattutto seguire il paesaggio. Vicino al mare puoi partire dal pescato dell’Adriatico, mentre nell’entroterra sono pasta fresca, carni ovine, formaggi e prodotti della montagna a raccontare la storia delle comunità locali. A completare il viaggio arrivano dolci, salumi e preparazioni delle feste, spesso differenti da un paese all’altro. È questa varietà a rendere i piatti tipici dell’Abruzzo parte integrante dell’esperienza di viaggio: ogni ricetta può diventare il punto di partenza per scoprire un borgo, una costa, un altopiano o una tradizione che continua a vivere sulla tavola.

 

 

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